Operaio edile

Consulenza legale per un operaio edile non pagato dal datore di lavoro.

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L’operaio edile e il datore di lavoro disonesto

L’Avvocato risponde

  • ...Buonasera, sono un operaio edile di 27 anni che dal 25 giugno sta lavorando, o meglio stava lavorando in un cantiere edile in provincia di Milano. Faccio presente in primo luogo che non avevo ancora sottoscritto il regolare contratto di lavoro in quanto il principale rimandava sempre ad un ipotetico "più in là" la stipula dello stesso.
    Tra noi era soltanto in essere un accordo verbale che mi impegnava nel cantiere per 50 ore settimanali con un compenso pattuito a € 8,50 all’ora (senza assicurazione).
    In data 3/08 u.s. il datore di lavoro si impegnava a promettermi un compenso di € 1.776,00, per le competenze di luglio, 1.000 dei quali mi sono stati dati subito e i restanti me li avrebbe erogati in data 27/08. In fase di chiusura per il periodo estivo, il principale mi riferì che a settembre avremmo regolarizzato il rapporto di lavoro con la firma del sospirato contratto.
    Ovviamente la presente è proprio per segnalare l’inadempienza del titolare alla parola data.
    Dopo ripetuti contatti al datore di lavoro con cui sollecitavo il pagamento di quanto spettantemi l’interlocutore rispondeva con vaghe promesse anche dopo avergli fatto presente che avevo bisogno di denaro per saldare il canone mensile di affitto della casa.
    Ora mi rimetto alle Sue competenze legali e Le chiedo se un lavoratore a nero, che è stato lasciato a casa dopo vane promesse che gli hanno fatto ovviamente rifiutare altre proposte di lavoro, può esercitare qualche azione per rivendicare un diritto negato.
    In attesa di ricevere una cortese risposta alla presente è gradita occasione per porgerLe
    Distinti Saluti.


Purtroppo si tratta di un caso più frequente di quanto si possa pensare!

Da quanto ha riferito mi sembra di capire che non esistono possibilità di ricomporre bonariamente la lite, a questo punto posso senz’altro consigliare un’esposto (magari tramite un patronato) all’ispettorato del lavoro e nel contempo una denuncia all’INPS per l’omissione contributiva. Ovviamente può intraprendere anche un’azione legale per ottenere quanto pattuito anche se, come immagino, la difficoltà insormontabile sarà quella di reperire i testi.

Infatti, trattandosi di accordo verbale non esistono documenti e quindi quanto Lei afferma può essere provato solo mediante l’escussione di eventuali testimoni che, nel caso concreto, potrebbero essere i suoi colleghi di cantiere a messo che se la sentano di affrontare eventuali rappresaglie da parte del datore di lavoro.

 

 

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