Dentista abusivo

Intervento medico dentistico effettuato da un falso medico dentista

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Abuso di professione

L’Avvocato risponde:

  • ...una carissima amica, nel dicembre 2006, si è rivolta ad un dentista per un motivo prettamente estetico, le mancava un dente,( incisivo frontale inferiore). Questo dentista in pratica le ha fatto un ponte di 8 denti, monconando 7 denti sani. E’ passato quasi un anno è ha avuto costantemente dolori e infiammazioni conseguenti a questo intervento. Ora il problema è questo:
    - la persona che ha fatto l’intervento non risulta ssere un odontoiatra. ( esercizio abusivo della professione)
    - il finto dentista si nega e finge di non avere mai conosciuto questa ragazza.
    La ragazza non sa se richiedere i danni poichè è straniera e senza permesso di soggiorno. Cosa consigliate?

In realtà il fatto che la sig.ra non sia in regola con il permesso di soggiorno non rileva nel giudizio che si va a proporre, infatti il vero problema è riuscire a dimostrare che il finto dentista abbia realizzato un ponte assolutamente inutile. A tale dimostrazione si può addivenire mediante prova testimoniale (es. vi era un’infermiera o altre persone che assistevano alle sedute) o mediante prova documentale (es.esistono lastre da cui risulta il preesistente stato di salute dei denti incautamente trivellati, certificazioni o prescrizioni rilasciate dal finto dentista, ecc). In presenza dei requisiti di cui sopra è senz’altro possibile richiedere il risarcimento e ciò anche qualora la sua amica dovesse rimpatriare (per sua scelta o meno è irrilevante). Una volta ottenuta una sentenza favorevole, qualora il finto dentista cercasse di sottrarsi ai suoi obblighi, qualsiasi avvocato è in grado di aggredire il patrimonio mediante le azioni previste dalla legge (decreto ingiuntivo, pignoramento, ecc). Unica spiacevole annotazione: i tempi di queste cause civili sono estremamente lunghi, variano in base al tribunale di competenza ma verosimilmente siamo nell’ordine dei 5-6-7 anni. In alternativa è possibile attivare il procedimento penale per esercizio abusivo della professione (art.348 c.p.), si tratta di un’azione attivabile d’ufficio (quindi senza proporre querela) tuttavia qualcuno, in tal caso sconsiglierei la sua amica, dovrà recarsi presso una caserna dei carabinieri o commissariato di P.S. e fornire la "notizia criminis" una volta attivata l’azione penale che prevede al massimo 6 mesi di reclusioni, che con il beneficio della sospensione condizionale di fatto non saranno mai scontati, è possibile per la sua amica la costituzione di parte civile con relativo risarcimento del danno. In tal caso i tempi si riducono notevolmente rispetto al procedimento civile ma aumenta il rischio di un allontanamento dall’Italia. Un cordiale saluto

 

 

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