- Gentili avvocati, chi scrive è domenico l’amministratore unico di una sas , mi permetto di scrivervi per avere un parere legale sulla seguente questione: " nel 2006 la nostra società costituita dal sottoscritto amministratore unico e socio accomandatario e da due altri soci accomandanti, ha chiesto e ottenuto il finanziamento per la microimpresa da parte di sviluppo italia spa.
Abbiamo in giugno 2007 completato gli investimenti e avuto il controllo che ha dato esito positivo e via libera all’erogazione del saldo finale. Inaspettatamente da sviluppo italia ci comunicano che uno dei nostri soci accomandanti ha manifestato tramite lettera a sviluppo italia la sua volontà di fuoriuscire dalla società senza consultare preventivamente il sottoscritto amministratore unico e l’altro socio.
Questo atto arbitrario ha comportato la sospensione dell’erogazione del saldo in quanto S.I. dovrebbe rieffettuare i controlli per la permanenza dei requisiti di disoccupazione (requisiti che ci sono in quanto il socio che ha chiesto di uscire era all’epoca della presentazione della domanda a S.I ed è attualmente l’unico socio occupato, mentre i rimaneti due; io e il mio collega, eravamo entrambi disoccupati all’epoca). questo ha comportato un danno enorme alla società che attualmente a 4 mesi passati dal controllo non è in grado di pagare i fornitori e le spese di gestione anch’esse finanziate. A complicare ulteriormente la cosa c’è stato il fatto che il socio occupato che ha chiesto di uscire, erroneamente all’epoca della presentazione della domanda aveva firmato un allegato dove diceva di essere disoccupato, mentre nella lettera che ha mandato a S.I ultima ha detto di essere occupato, autodichiarazioni contraddittorie che hanno insospettito S.I che sta rieffettuando i controlli su tutti i soci con previsioni di tempi lunghi per l’erogazione del saldo, comportando ulteriori consuguenze gravi sula società." domande:
-E’legale quello che fatto il socio che ha chiesto di uscire dalla società?
-se no, come posso rivalermi legalmente su di lui e che danni posso chiedere e come quantificarli?
sperando in una vostra risposta vi saluto cordialmente
La questione prospettata trova la soluzione nell’art.2322 del codice civile. Tale norma infatti disciplina espressamente l’ipotesi di trasmissione della quota nella società in accomandita semplice (SAS) e prevede l’inefficacia, nei confronti della sas, del trasferimento della quota di partecipazione del socio accomandante, in difetto del consenso degli altri soci, mira esclusivamente a tutelare l’interesse della società medesima, senza incidere sulla validità ed operatività del trasferimento nei confronti delle parti contraenti. Sicuramente la sas ha la possibilità di rivalersi nei confronti dell’ex socio aggredendo il patrimonio di questi (ove esistente e disponibile), per quanto riguarda invece la quantificazione dei danni sarebbe preferibile utilizzare un perito in grado di prestare assistenza anche nella successiva fase giudiziale. In particolare quest’ultimo dovrà affiancare, nelle operazioni peritali, il CTU (Consulente Tecnico Ufficio) che sarà nominato dal giudice anche per chiarire i principi contabili che hanno portato ad una certa quantificazione del danno.
Un cordiale saluto.